Archivio degli autori Fabrizio

15 Luglio 2026

Tumori: da SIRM e AIOM le raccomandazioni per la tomografia computerizzata

15 luglio 2026 – Per la prima volta in Europa due Società Scientifiche si sono unite per sviluppare raccomandazioni per una pratica clinica sulla tomografia computerizzata. La Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) hanno prodotto un documento congiunto per la compilazione del modulo di richiesta dell’esame diagnostico per immagini e la successiva refertazione radiologica. L’obiettivo è favorire una comunicazione più efficace tra i professionisti coinvolti, supportare un uso appropriato dell’imaging diagnostico e migliorare la qualità e l’omogeneità dell’assistenza oncologica. Il documento è stato di recente pubblicato sul Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità. “Vogliamo migliorare gli esiti clinici e la continuità del percorso di cura per i nostri pazienti – sottolinea Nicola Silvestris, Segretario Nazionale AIOM -. La tomografia computerizzata è uno degli esami più diffusi in ambito oncologico e viene utilizzato nella gestione di molti tumori tra cui quelli al seno, polmone, colon-retto o vescica. L’assistenza ai malati è sempre più affidata ai team multidisciplinari con i quali è possibile pianificare i trattamenti migliori anche grazie ad una stadiazione più accurata della neoplasia. Il nostro nuovo documento va nella direzione di un rafforzamento dell’alleanza tra gli oncologi e i radiologi. Un’adeguata comunicazione e collaborazione, tra questi professionisti, favorisce una più corretta gestione del singolo caso di cancro”. “Noi radiologi siamo sempre più chiamati a dare risposte chiare e soddisfacenti alle domande degli oncologi medici – aggiunge Nicoletta Gandolfo, Presidente SIRM -. A nostra volta abbiamo bisogno però di indicazioni precise da parte dei colleghi. La richiesta dell’esame deve essere arricchita da informazioni cliniche adeguate e dai dati relativi al paziente. Sono tutti elementi che agevolano l’interpretazione delle immagini e consentono anche di ottimizzare la tecnica di acquisizione. Ogni professionista in Italia potrà ora beneficiare di raccomandazioni uniformi di buona pratica clinica. Il documento suggerisce delle norme condivise e prestabilite in grado di migliorare il lavoro di tutti”. “In oncologia negli ultimi anni vi è una crescente consapevolezza sulla così detta medicina personalizzata – concludono i rappresentanti di SIRM e AIOM -. Si basa sul principio che sia necessario soffermarsi maggiormente sulla cura complessiva della persona piuttosto che solo ed esclusivamente sulla malattia. I tumori sono oltre 200 diverse patologie e per molte di queste sono stati raggiunti risultati importanti in termini di sopravvivenza e guarigione. Anche la personalizzazione dei trattamenti e la gestione multidisciplinare-multiprofessionale del cancro hanno permesso di ottenere questi successi. Servono indicazioni precise e aggiornate sui diversi aspetti dell’assistenza che deve essere garantita alla persona colpita da cancro. Le nuove raccomandazioni sono rivolte a tutti i clinici e i radiologi e in particolare a quelli che non lavorano in centri di riferimento”.

13 Luglio 2026

Società gastroenterologia, i cibi ultra processati sono il 50% della dieta

13 luglio 2026 – La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) ha fatto il punto sull’impatto dei cibi ultra-processati sulla salute dell’apparato digerente, in occasione di una conferenza stampa alla Camera. Le evidenze presentate confluiranno in un position paper della Società, la cui pubblicazione è prevista entro la fine dell’anno. Piatti pronti, carni lavorate, bevande zuccherate e snack confezionati occupano una porzione sempre più ampia delle diete occidentali: in molti Paesi ad alto reddito gli alimenti ultra-processati contribuiscono ormai fino al 50-60% dell’apporto energetico giornaliero totale. Un fenomeno che riguarda da vicino anche l’Italia, dove la transizione verso abitudini più occidentalizzate si accompagna a un progressivo allontanamento dai modelli alimentari tradizionali, e in particolare dalla dieta mediterranea, storicamente associata a benefici metabolici e anti-infiammatori. Definiti dalla classificazione Nova come formulazioni industriali composte prevalentemente da sostanze estratte dagli alimenti e combinate con additivi (emulsionanti, conservanti, dolcificanti e coloranti), con poco o nessun alimento intero residuo, gli ultra-processati sono progettati per massimizzare appetibilità, praticità e durata di conservazione.

Nel novero rientrano gli snack dolci e salati, i prodotti confezionati e persino lo yogurt alla frutta. “L’antico adagio ‘siamo quello che mangiamo’ non è mai stato così attuale e scientificamente fondato come oggi. La salute del nostro organismo, a partire dall’apparato digerente, si costruisce a tavola attraverso scelte alimentari informate e consapevoli. Valutare e controllare ciò che immettiamo nel nostro organismo è il primo e più potente atto di prevenzione che abbiamo a disposizione, e ben si allinea con le più moderne raccomandazioni sanitarie a livello europeo che indicano come sia essenziale una transizione dalla terapia agli atti preventivi”, ha spiegato il professor Edoardo Giannini, presidente di Sige, Direttore della Clinica Gastroenterologica dell’Università degli Studi di Genova e Irccs Aom Policlinico San Martino.

10 Luglio 2026

Tumori: 6 pazienti su 10 ricevono almeno un ciclo di radioterapia

10 luglio 2026 – Tra i trattamenti anticancro la radioterapia risulta essere una dei più utilizzati. Si calcola infatti che circa il 60% dei pazienti oncologici sia sottoposto ad almeno un ciclo di questa terapia durante l’intero percorso di cura.

Consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia permette di colpire e distruggere le cellule tumorali, con l’ulteriore obiettivo di danneggiare il meno possibile quelle sane. La radioterapia può essere utilizzata da sola oppure prima o dopo l’intervento chirurgico. La radioterapia preoperatoria (o trattamento neoadiuvante) viene eseguita prima dell’intervento per ridurre le dimensioni del tumore. La radioterapia postoperatoria (o trattamento adiuvante) può essere consigliata dopo l’operazione, per aumentare le probabilità di eliminare ogni residuo della malattia.

I principali effetti collaterali sono paragonabili a quelli provocati dai farmaci chemioterapici: vomito, nausea, diarrea, stanchezza cronica, tosse e dolore a livello toracico. Durante le sedute possono comparire sulla pelle forti arrossamenti, simili a quelli provocati da un eritema solare. Questa irritazione cutanea si chiama radiodermite, che può a volte far sospendere il trattamento. I medici consigliano ai pazienti di portare vestiti non aderenti ed evitare camicie dal collo stretto e cravatte. Le donne sottoposte a irradiazione della mammella non devono indossare il reggiseno, perché lo sfregamento delle spalline e delle bretelle può irritare la pelle. Al termine dei trattamenti si può avere difficoltà a deglutire o a bere bevande molto calde o fredde.

9 Luglio 2026

Tumori: allarme OMS: senza interventi urgenti i nuovi casi rischiano di raddoppiare entro il 2050

9 luglio 2026 – Senza un intervento urgente i nuovi casi annui di tumore rischiano quasi di raddoppiare entro il 2050. E’ il monito lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) alla luce delle previsioni contenute nel Global Status Report on Cancer 2026, diffuso oggi. Già adesso, evidenzia l’agenzia Onu per la salute, milioni di persone stanno affrontando le conseguenze fisiche, emotive e finanziarie di un cancro, malattia che miete ogni giorno oltre 26mila vittime. Ad allarmare sono le proiezioni che suggeriscono un’impennata dei numeri nell’arco di circa 25 anni. Con circa 20,6 milioni di nuove diagnosi e quasi 10 milioni di decessi all’anno, il cancro rimane la seconda causa di morte a livello globale, dopo le malattie cardiovascolari. E se non si riuscirà a modificare questo trend si prevede che i casi annuali saliranno a quasi 35 milioni entro il 2050. Invertire la tendenza, spiega l’Oms, “richiederà un cambiamento fondamentale verso un approccio incentrato sulla persona, che risponda ai bisogni sanitari e alle esperienze di vita delle persone colpite e delle comunità.

Il report, elaborato dall’Oms con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), fornisce un’analisi completa dei progressi compiuti in aree chiave come l’impegno politico, la prevenzione del cancro – in particolare il controllo del tabagismo e i programmi di vaccinazione – e gli investimenti nelle cure. Tuttavia, dal documento emergono non solo i passi avanti, ma anche persistenti e crescenti disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, alla diagnosi, al trattamento e alle cure di supporto, con milioni di persone che rimangono senza i servizi di cui hanno bisogno. L’analisi mostra che, mentre nei Paesi ad alto reddito l’87% delle donne con tumore al seno sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, nei Paesi a basso reddito la percentuale scende al 42%. Meno di 1 Paese su 3, inoltre, include attualmente la cura del cancro nei propri pacchetti di copertura sanitaria universale.

“Il cancro è una malattia profondamente personale che tocca quasi tutti noi. Ma la sopravvivenza non dovrebbe mai dipendere dal luogo di nascita o dal reddito di una persona”, ha ammonito il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le disuguaglianze documentate in questo rapporto non sono inevitabili; sono la conseguenza di scelte e possono essere invertite attraverso un’azione più incisiva e unitaria”.

8 Luglio 2026

Tumori eredo-familiari: in italia oltre 26mila casi l’anno

8 luglio 2026 – Ogni anno in Italia si registrano più di 26.700 casi di tumori eredo-familiari che colpiscono persone con varianti genetiche responsabili di un aumento del rischio oncologico. In totale sono oltre 1 milione e 250mila le persone portatrici di queste sindromi ereditarie. Per migliorare e uniformare la pratica clinica, verso queste neoplasie, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha pubblicato le Linee Guida “Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori: Tumori associati ai geni della ricombinazione omologa”. Sono le prime ed uniche disponibili in Italia e che hanno visto la partecipazione diretta di due rappresentanti dei pazienti (aBRCAdabra ETS e Fondazione Mutagens ETS).

“Tutte e 40 le Linee Guida prodotte dall’AIOM si pongono l’obiettivo primario di offrire sull’intero territorio nazionale la “migliore cura” possibile – sottolinea Antonio Russo, Coordinatore delle Linee Guida AIOM Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori -. In Italia i pazienti con sindrome ereditaria di predisposizione ai tumori rappresentano il 2% dell’intera popolazione. Si stima interessino oltre 200mila famiglie e la loro incidenza risulta in crescita. Con questo nuovo documento ci rivolgiamo sia ai pazienti che a persone sane che vivono con varianti patogenetiche. Le più “famose” sono quelle a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 che da sole interessano più di 387mila individui di entrambi i sessi. Sono coinvolte principalmente nei tumori della mammella e dell’ovaio ma anche in quelli dello stomaco, pancreas e prostata. Una variante genica, trasmessa per via ereditaria, può essere presente anche in altri membri della stessa famiglia. Devono quindi essere identificati il prima possibile, come soggetti con rischio oncologico alto o moderato, e avviati a opportuni programmi di prevenzione”. “Nel carcinoma mammario la mastectomia bilaterale di riduzione del rischio è un’opzione da considerare per le portatrici di BRCA1 e BRCA2 – aggiunge Lorena Incorvaia, Consigliera Nazionale AIOM e Segretaria delle Linee Guida AIOM Sindromi di Predisposizione Ereditaria ai Tumori -. Infatti ad oggi risulta essere l’unica strategia in grado di abbattere il rischio primario di sviluppo di malattia di almeno il 90%. La rimozione di tube e ovaie può ridurre il rischio d’insorgenza di tumori ovarici dell’80-90% mentre la mortalità diminuisce del 77%. Non esistono invece evidenze scientifiche a favore del trattamento chirurgico, per la diminuzione del rischio, della neoplasia prostatica. L’innovazione e la tecnologia hanno portato a test genetici estremamente precisi ed in grado di evidenziare la presenza, o meno, di varianti patogenetiche. Nelle Linee Guida come Società Scientifica stabiliamo, per ogni singola patologia oncologica, i criteri di accesso alla consulenza genetica. La ricerca negli ultimi anni ha prodotto numerose evidenze che abbiamo raccolto e riordinato per migliorare l’assistenza”.

“Gli uomini e le donne che presentano una variante patogenetica vivono grosse difficoltà nella vita quotidiana a causa di una grande difformità di approccio tra specialisti e tra Regioni – afferma Ornella Campanella, Presidente dell’Associazione aBRCAdabra ETS -. Il nostro auspicio è che questa Linea Guida, a lungo desiderata, possa finalmente consentire di superare le opinioni del singolo professionista o quello del singolo centro e a promuovere nella collettività quel cambio di passo culturale finora caratterizzato solo dello stigma e dalla paura. Intercettare una persona portatrice, e in modo particolare una donna all’interno di una famiglia, permette di metterla in sicurezza offrendo percorsi di sorveglianza specifici e chirurgie di riduzione del rischio, le uniche in grado di diminuire il rischio di sviluppare il cancro. Nei geni è scritta la nostra storia ma non il nostro destino. Questo significa poter trasformare una pesante eredità in una straordinaria opportunità di prevenzione e di cura che non deve essere sprecata in alcun modo”. “Un tumore su dieci in Italia è collegato alle sindromi ereditarie – aggiunge Salvatore Testa, Presidente Fondazione Mutagens ETS -. Nonostante le ampie conoscenze acquisite, le raccomandazioni delle Società Scientifiche e la continua approvazione di nuovi farmaci personalizzati la maggioranza delle persone ad alto rischio genetico non viene identificata. In questo modo i pazienti non riescono ad accedere alle nuove opportunità terapeutiche mentre i familiari sani non partecipano a percorsi di prevenzione primaria e secondaria. Bisogna garantire sempre l’accesso ai test genetici in modo capillare e sull’intero territorio nazionale. Va poi aumentata più in generale la consapevolezza sui tumori ereditari tra malati, caregiver e anche fra il personale sanitario. Per questo riteniamo particolarmente importanti le Linee Guida AIOM e la nostra partecipazione al processo di produzione”.

“Tra gli obiettivi specifici del documento vi è anche la promozione di decisioni condivise tra clinico e paziente – concludono Russo e Incorvaia -. Infine è particolarmente importante riuscire a garantire anche un supporto psicologico adeguato a tutte le persone con sindromi di predisposizione ereditaria. I tumori ereditari oggi risultano più curabili rispetto al recente passato e siamo anche in grado di intervenire più tempestivamente grazie alle conoscenze acquisite. Si tratta della prima edizione delle Linee Guida ed è dedicata alle neoplasie associate ai geni della ricombinazione omologa. Quindi non copre l’intero spettro delle sindromi ereditarie di predisposizione ai tumori. Il Consiglio Direttivo AIOM ha già approvato la prosecuzione e l’aggiornamento delle Linee Guida, con l’inclusione di ulteriori sindromi ereditarie di rilevante interesse clinico, sulla base dell’evoluzione delle evidenze scientifiche e delle priorità assistenziali”.

7 Luglio 2026

Cancro: Mastella, AIOM “Diagnosi cambia la percezione di sé e del futuro”

7 luglio 2026 – “Quando una persona riceve una diagnosi oncologica, indipendentemente dal ruolo pubblico, sociale o professionale che ricopre, entra in una dimensione profondamente diversa: quella del paziente. È un passaggio che modifica la percezione di sé, del tempo, delle priorità e del futuro perché la malattia oncologica investe la persona nella sua interezza: corpo, mente, relazioni familiari, vita sociale e progettualità”.

E’ quanto afferma Rossana Berardi, Presidente Eletto AIOM (Associazione italiana di oncologia medica) dopo l’annuncio di Clemente Mastella: “Ho un tumore, devo decidermi se operarmi o insistera con la terapia”. “Come oncologa – spiega Berardi – mi capita frequentemente di incontrare persone molto autorevoli, che rappresentano un punto di riferimento per altri, ma che nel momento della diagnosi e del percorso terapeutico manifestano una fragilità nuova, spesso inattesa. Questa è una reazione profondamente umana di fronte all’incertezza, alla paura della sofferenza, alla possibilità della morte e alla necessità di prendere decisioni cliniche difficili. In oncologia, le scelte terapeutiche possono essere complesse e richiedono una valutazione multidisciplinare accurata. Decidere se procedere con un intervento chirurgico, proseguire con una terapia medica, modificare una strategia o attendere una risposta al trattamento non può mai essere ridotto a una scelta solitaria”, precisa la specialista. “Ogni decisione deve basarsi sulle caratteristiche biologiche della malattia, sullo stadio, sulle condizioni generali del paziente, sulle comorbidità, sugli obiettivi di cura e anche sui valori e sulle preferenze della persona”.

 

6 Luglio 2026

Inghilterra: il servizio sanitario premia chi cammina 30 minuti al giorno

6 giugno 2026 – Il servizio sanitario pubblico dell’Inghilterra, Nhs England, ha annunciato un’iniziativa per premiare i cittadini che camminano almeno trenta minuti al giorno. Il progetto “una maratona al mese” punta a raccogliere 100 mila iscritti tramite un’apposita applicazione sugli smartphone con cui si deve completare in trenta giorni la distanza della corsa podistica più rinomata, poco più di 42 chilometri. Gli utenti, a partire dal prossimo anno, potranno quindi registrare le proprie camminate online e chi completerà la sfida avrà diritto a ricompense, fra cui incentivi e sconti.

L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con sir Brendan Foster, campione di mezzofondo e fondatore della Great North Run, incaricato da Nhs England di dar vita a una campagna per far camminare di più le persone. “Sono conosciuto per la corsa, ma qui l’ambizione è molto più semplice. Vogliamo solo che la gente cammini”, ha dichiarato Foster. Il progetto fa parte del piano decennale per la salute in Inghilterra. Una persona è considerata fisicamente inattiva se pratica meno di 30 minuti a settimana di attività di intensità moderata. Secondo un’indagine di Sport England, nell’ultimo anno quasi un quarto degli adulti inglesi, circa 12 milioni di persone, rientrava in questa categoria, risultando quindi a rischio, se si considera che l’inattività fisica è associata a un decesso su sei.

3 Luglio 2026

Cancro: nell’UE ogni anno 2,7 milioni di nuove diagnosi

3 luglio 2026 – I tumori rappresentano un crescente problema di salute pubblica nei Paesi dell’Unione Europea. Solo nel 2024 sono stati diagnosticati in totale circa 2,7 milioni di casi di cancro (pari a 5,1 diagnosi al minuto). Dal 2000 l’incidenza annuale è cresciuta dell’oltre 28% sia tra gli uomini che fra le donne. E’ quanto evidenzia il documento Good practices for delivering high value cancer care in EU countries redatto dall’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Secondo le ultime previsioni entro il 2040 in tutta l’Unione si registreranno più di 3,2 milioni di casi annui di tumore. L’incremento sarà quindi del 18% rispetto alle stime del 2022. Al momento la spesa sanitaria, legata al cancro, rappresenta già il 7% della spesa sanitaria totale nell’UE. Tuttavia permangono margini per offrire una migliore assistenza oncologica, a beneficio sia dei pazienti che dei sistemi sanitari nazionali.

Sempre secondo l’OCSE le pratiche cliniche per il trattamento del cancro variano molto da un Paese all’altro dell’UE. Per esempio, la percentuale di mastectomie parziali (interventi meno invasivi e che garantiscono tassi di sopravvivenza analoghi a quelli delle mastectomie totali) oscilla tra il 79% in Spagna e il 50% in Romania e Polonia. Oppure le diagnosi di tumore della prostata, in fase iniziale tra pazienti over 75, variano dal 53% dei Paesi Bassi all’81% del vicino Lussemburgo. Questo riflette le differenze nei programmi di screening e di prevenzione oncologica secondaria. Sono diversità che causano diagnosi tardive, per alcuni pazienti, oppure diagnosi non necessarie con conseguenti trattamenti inutili e sprechi per il sistema sanitario.

2 Luglio 2026

Fondazione AIOM: “52mila firme per aumentare costo sigarette, ora tocca alla politica”

2 luglio 2026 – “C’è grande soddisfazione per la collaborazione nata tra Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Aiom accomunate anche dall’eredità scientifica di Umberto Veronesi. Durante gli ultimi quattro mesi di laoro, intensi e impegnativi, ci siamo spesi senza sosta. La campagna ‘5 euro contro il fumo’ ha raccolto ben 52.911 firme, che alla fine della scorsa settimana abbiamo depositato presso la Segreteria del Senato. Ora la responsabilità passa alla politica, chiamata a esaminare e discutere il provvedimento. Noi ovviamente continueremo a fare pressione. Nei prossimi giorni in base ai lavori parlamentari, l’Aula sarà informata del deposito del testo. Da questo momento quella che era una proposta di iniziativa popolare diventa a tutti gli effetti un disegno di legge”. Lo ha detto Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica), nei giorni scorsi durante una conferenza sul tema a Roma.

“Restiamo fiduciosi che venga compresa l’urgenza di intervenire, soprattutto per tutelare le giovani generazioni dall’aumento del consumo dei prodotti alternativi e dal rischio del consumo duale – ha sottolineato Perrone – Continueremo a seguire l’iter parlamentare e a
sollecitare il sostegno delle istituzioni e dell’opinione pubblica affinché la proposta diventi legge. L’auspicio è che tutti i partiti approvino all’unanimità in entrambe le Camere il disegno di legge. Questo è quello che noi speriamo e la presidente Meloni, che ha
pubblicamente detto di aver smesso di fumare, in questo senso ci sta dando una mano”.

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