13 Luglio 2026

Società gastroenterologia, i cibi ultra processati sono il 50% della dieta

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13 luglio 2026 – La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) ha fatto il punto sull’impatto dei cibi ultra-processati sulla salute dell’apparato digerente, in occasione di una conferenza stampa alla Camera. Le evidenze presentate confluiranno in un position paper della Società, la cui pubblicazione è prevista entro la fine dell’anno. Piatti pronti, carni lavorate, bevande zuccherate e snack confezionati occupano una porzione sempre più ampia delle diete occidentali: in molti Paesi ad alto reddito gli alimenti ultra-processati contribuiscono ormai fino al 50-60% dell’apporto energetico giornaliero totale. Un fenomeno che riguarda da vicino anche l’Italia, dove la transizione verso abitudini più occidentalizzate si accompagna a un progressivo allontanamento dai modelli alimentari tradizionali, e in particolare dalla dieta mediterranea, storicamente associata a benefici metabolici e anti-infiammatori. Definiti dalla classificazione Nova come formulazioni industriali composte prevalentemente da sostanze estratte dagli alimenti e combinate con additivi (emulsionanti, conservanti, dolcificanti e coloranti), con poco o nessun alimento intero residuo, gli ultra-processati sono progettati per massimizzare appetibilità, praticità e durata di conservazione.

Nel novero rientrano gli snack dolci e salati, i prodotti confezionati e persino lo yogurt alla frutta. “L’antico adagio ‘siamo quello che mangiamo’ non è mai stato così attuale e scientificamente fondato come oggi. La salute del nostro organismo, a partire dall’apparato digerente, si costruisce a tavola attraverso scelte alimentari informate e consapevoli. Valutare e controllare ciò che immettiamo nel nostro organismo è il primo e più potente atto di prevenzione che abbiamo a disposizione, e ben si allinea con le più moderne raccomandazioni sanitarie a livello europeo che indicano come sia essenziale una transizione dalla terapia agli atti preventivi”, ha spiegato il professor Edoardo Giannini, presidente di Sige, Direttore della Clinica Gastroenterologica dell’Università degli Studi di Genova e Irccs Aom Policlinico San Martino.

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