13 marzo 2026 – Con 13.585 nuove diagnosi stimate nel 2024 (6.873 uomini e 6.712 donne), il tumore del pancreas “resta una delle neoplasie più insidiose. Nelle fasi iniziali, infatti, può non dare alcun segnale oppure manifestarsi con sintomi vaghi e poco specifici”. Così Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e direttore dell’Oncologia medica dell’Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, commentando la morte della conduttrice tv Enrica Bonaccorti, scomparsa a 76 anni per un tumore al pancreas diagnosticato lo scorso anno. “Il tumore del pancreas – spiega Silvestris – può rimanere del tutto asintomatico nelle fasi iniziali oppure associarsi a disturbi generici”. Quando la malattia “si manifesta in modo più evidente, i segnali sono più tipici e includono: perdita di peso improvvisa, dolori addominali, difficoltà digestive, ittero, urine scure, feci chiare e, a volte, comparsa improvvisa di diabete. In questi casi – sottolinea l’oncologo – la malattia ha spesso già superato lo stadio in cui è possibile intervenire chirurgicamente (praticabile nel 15-20% dei casi), perché il tumore non è più resecabile”.
Sul fronte terapeutico, la ricerca ha ancora poche armi di medicina personalizzata. “Ad oggi – precisa Silvestris – non disponiamo di molti target molecolari per farmaci a bersaglio specifico. L’unica eccezione riguarda i pazienti con mutazioni germinali dei geni Brca 1 e Brca 2. Proprio su questo fronte sono arrivate novità recenti: l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato nelle scorse settimane la rimborsabilità di un farmaco della classe dei Parp-inibitori per i pazienti con queste mutazioni genetiche che non hanno mostrato progressione dopo la prima linea di chemioterapia a base di platino. Sono in corso studi clinici che valutano sia farmaci a bersaglio molecolare sia l’immunoterapia”.